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"Rubini trattati con vetro al piombo"
(Fonte 18Karati n.115 Febbraio/Marzo 2005 - Ed. Gold)

Una serie di ricerche compiute principalmente dai laboratori gemmologici degli Stati Uniti e della Svizzera, hanno rivelato recentemente l’esistenza di un nuovo trattamento dei rubini, soprattutto quelli provenienti dall’Africa, consistente nel riempimento delle fessure naturali con vetro al piombo. L’identificazione del trattamento coincide con la precisazione che esso lascia tracce significative nelle pietre, per cui è relativamente facile individuarlo.

E’ utile, pertanto, informare gli operatori che commerciano le gemme e gli stessi gioiellieri, in merito alle caratteristiche del nuovo trattamento. Il Prof. Henry Hanni, del Swiss Gemological Institute di Basilea, Svizzera, nel riassumere le caratteristiche salienti ha ricordato che i gemmologhi e i ricercatori conoscono da molti anni un’altra formula di riempimento delle fessure con vetro borato, ma quella di cui ora si tratta à stata riscontrata solo di recente.
Evidentemente, alcuni di coloro che si occupano del trattamento delle gemme hanno scoperto che si può ottenere un risultato alternativo, rispetto al riempimento delle fessure con vetro al boro, impiegando un tipo particolare di vetro al piombo, con un punto di fusione più basso. Questo tipo di vetro era già utilizzato nell’industria per la saldature di lastre di vetro. La sua applicazione attuale consente l’impiego di temperature più basse, intorno ai 700 gradi Celsius, a fronte dei 1600 gradi Celsius necessari per l’applicazione precedente. Ne risulta che risulta che restano intatte le naturali inclusioni setose di rutilio, che prima venivano fuse.

Ciò potrebbe momentaneamente fuorviare gli osservatori, ai quali però non deve sfuggire la presenza di bolle di gas e di forti sprazzi di colore blu violaceo, espliciti rivelatori del trattamento. Infatti, il vetro al piombo ha un basso punto di fusione, ma anche un alto indice di rifrazione, molto maggiore di quello del vetro borato già in uso.
L’alto indice di rifrazione è responsabile dei lampi di luce blu violacea; d’altra parte le grosse bolle di gas sono dovute alla bassa temperatura, che impedisce la re-cristallazione del corindone sintetico all’interno delle fessure.

Allo scopo di divulgare la conoscenza del nuovo trattamento, si ha notizia che Christopher Smith e Shane McClure, del Gemological Institute of America (GIA), su questo tema hanno tenuto un seminario al Congresso ICA tenutosi a Bangkok, Thailandia, dal 18 al 21 febbraio 2005.