ORO
ARGENTO
BIGIOTTERIA
ACCESSORI
NOVITA'
LIBRI

 

 

"Il nodo di Eracle"
(Fonte 18Karati n.110 Aprile-Maggio 2004 - Ed. Gold)

La gioielleria nel periodo ellenistico (330-27 a.C.) non era un lusso esclusivo, riservato ai reali o all’alta nobiltà, ma il loro uso si diffuse anche presso la classe dei ricchi mercanti, che allora si andava formando. Questi, influenzati dai Persiani, amanti del lusso, diedero incremento all’arte orafa, sviluppando il mercato della gioielleria con nuove tecniche e l’impiego di nuovi soggetti ornamentali. Il nodo di Eracle, un motivo ornamentale già presente in sporadiche occasioni nella gioielleria egizia e minoica, fu riproposto in tutte le creazioni di gioielleria. E’ un simbolo, raffigurato da due anelli terminanti ad asola ed incrociati in opposte direzioni, ala quale erano attribuiti poteri magici e, in particolare, quelli della guarigione delle ferite. Importante, in questo periodo, è stata l’introduzione delle pietre di diversi colori, al contrario di ciò che avveniva nella Grecia classica quando l’impiego delle pietre era molto raro. Fra i vari oggetti creati nel periodo ellenistico, un esempio interessante è dato dal diadema con al centro il nodo di Eracle con intarsio di corniole. (Ph. da “Storia dei Gioielli” Istituto Geografico De Agostani – Novara, Italia)