ORO
ARGENTO
BIGIOTTERIA
ACCESSORI
NOVITA'
LIBRI

 

 

"Il diamante naturale nero"
(Fonte 18Karati n.112 Agosto-Settembre 2004 - Ed. Gold)

Sembra incredibile che esista un diamante nero, quando per diamante solitamente s’intende un cristallo trasparente, incolore e brillante. Ciononostante, esiste ed è talvolta impiegato in gioielleria, sia grezzo che con tagli a forme diverse. Infatti, i diamanti possono assumere in natura qualsiasi colore. In particolare i colori bruni, rosa, rosso, arancio, giallo, verde e blu sono causati da difetti nella struttura cristallina del diamante, vale a dire dalla presenza di impurità di azoto e boro.
            Il colore nero, invece, proviene da un gran numero di inclusioni di materiali che assorbono quasi tutta la luce. Nel caso di diamanti di buona qualità, non mancherà di manifestarsi una particolare brillantezza, altrimenti predominerà l’aspetto opaco. Il diamante nero non è mai trasparente, a meno che non sia osservato sotto una forte sorgente di luce. La durezza è uguale a quella del diamante incolore, mentre la densità è inferiore di qualche centesimo. Normalmente il taglio praticato è quello composito, che prevede sulla corona il taglio a brillante e sul padiglione il taglio 8/8. La letteratura gemmologia, basata sull’esame di un microscopio ottico, interpretava le inclusioni nere come grafite. Recenti studi effettuati su diamanti neri della Siberia, con microscopia elettronica, hanno rivelato che le inclusioni che provocano la colorazione non sono costituite da grafite ma da magnetite, ematite e ferro. I diamanti di colore nero scuro contengono principalmente inclusioni di magnetite, mentre quelli tendenti al grigio scuro racchiudono ematite e ferro.

Questi diamanti presentano un’alta sensibilità magnetica, la quale può essere utilizzata per l’accertamento dell’origine naturale del colore nero.