"Grandi aziende a caccia di diamanti africani - Le mappe dei tesori in un museo belga"
(Fonte: quotidiano “Ansa-City”del 21 marzo 2007)
Bruxelles – sono scolorite e spesso impolverate, ma le carte geologiche conservate nei sotterranei del Museo d’Africa di Tervuren, vicino a Bruxelles, contengono le informazioni più dettagliate per localizzare i giacimenti di diamanti, oro e altre preziose materie prime del Congo e di altri Paesi africani. Le grandi compagnie minerarie, società diamantifere e imprese nucleari hanno scoperto questo “tesoro” e hanno preso d’assalto gli archivi del Museo.
L’insolito traffico ha richiamato l’attenzione del Wall Street Journal che ha dedicato al fenomeno un ampio reportage in prima pagina. Nonostante, i sistemi più sofisticati che usano radar e sonar tecnologici per disegnare le mappe odierne, pare che nulla possa rimpiazzare il lavoro manuale fatto dai colonizzatori geologi. “Oggi sarebbe necessaria un’operazione militare per ottenere quello che un geologo colonizzatore poteva ottenere girando da solo in sella ad un cavallo”, afferma David Ovaia, direttore della divisione internazionale geologica britannica. Infatti i conflitti e le lotte fratricide che insanguinano i Paese africani rendono oggi molto più rischiosa e costosa la raccolta d’informazioni sul sottosuolo minerario. Al contrario, frugare negli archivi del Museo dell’Africa centrale costa solo 250 euro al giorno e può far risparmiare un sacco di soldi alle grandi compagnie in cerca di tesori della terra africana: gli esploratori di mappe cercano conferme o smentite per i loro progetti di investimento. Due anni fa, la Bhp Billiston – racconta il Wall Street Journal – aveva deciso di aprire u nuova miniera di bauxite nella costa atlantica del Congo. L’investimento è stato accantonato dopo la scoperta al Museo di una mappa del 1950 dell’area individuata, dalla quale risultava chiaro che la quantità di bauxite del posto non avrebbe ripagato il progetto.
Il Congo però, lungi dal preoccuparsi del fatto che le grandi aziende assetate di guadagno cerchino in tutti i modi nuovi filoni di sfruttamento del Paese, fa i conti in tasca al museo belga. Il biglietto d’ingresso per “le mappe del tesoro” costituisce un’entrata in più per il bilancio del museo di Tervuren e fa gola anche alle autorità congolesi che ora vogliono sapere perché quelle mappe si trovano a Bruxelles e non a Kinshasa. Con buona pace di Leonardo Di Caprio (che nel suo film Blood diamonds. Diamanti di sangue ha denunciato il sanguinoso traffico di pietre preziose in Sierra Leone), la logica del guadagno a ogni costo è sempre vincente. E vale la pena arricchirsi anche sulle preziose mappe.
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