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"AGATA Pietra da Tasca"
(Fonte 18Karati n.43 Febbraio-Marzo 1993 - Ed. Gold – Testo di Paolo Severi)

Proprio così: pietre da tenere in tasca per giocherellarci, guardarle in un certo modo, sentirle al tatto diventare untuose e molli, farle partecipare al nostro calore e ai nostri stati d’animo. Pietre per sentirle vibrare, palpitare, per sentirci un formicolio sul palmo della mano a qualche centimetro di distanza, Pietre tutte diverse una dall’altra così come siamo diversi noi, con la nostra personalità e la nostra particolare capacità di attivare il piacere estetico nel maneggiare una bella pietra. Pietre da vedere con un colore un po’ acceso ad occhi chiusi, da potere ritrovare al buio. Pietre per meditare, sognare, rilassarsi. Pietre per innescare comunicazioni strane, “channaling” con dimensioni e manifestazioni intelligenti differenti. Insomma, belle pietre da tenere in tasca.
            L’ideale sono le pietre raccolte sul greto di un torrente durante una gita domenicale. Hanno il difetto di non essere lucide, e di non venire da lontano. Si sa, il medico più bravo è quello che viene da lontano, e anche le pietre debbono venire da paesi il più lontani possibile. Solo che le pietre preziose, per loro natura, sono molto costose, e quindi poco indicate da tenere in tasca: questo è quanto comunemente si pensa. Ma non è per niente vero: non esiste un confine che dice quando una pietra cessa di essere preziosa. La “preziosità” è un concetto qualitativo, e può toccare anche pietre dal costo limitato.
            In questi ultimi tempi, è in atto una vera “rivoluzione culturale” nei confronti delle pietre in generale, e delle pietre preziose in particolare. Ricercatori più attenti agli aspetti “qualitativi” che non “quantitativi”, stanno facendo esperienze straordinarie sugli effetti che la vicinanza e il rapporto con certe pietre possono avere. Il bello è che ogni pietra può avere effetti diversi su diverse persone, per cui non sono possibili semplicistiche “ricette”, ma si richiese partecipazione. E la “partecipazione” è alla base di quella cosa più grande che si chiama “amore”. Amare e partecipare al mondo delle pietre preziose, significa cercare e trovare il bello nelle piccole cose; vuol dire imparare a stare bene, a vivere con semplicità, a sapere godere dei piccoli lampi di luce che scintillano nelle gemme, nelle gocce di rugiada, negli occhi di chi sorride.
            Sulla nostra terra, il cristallo più comune è il quarzo, che si compiace di manifestarsi in mille modi differenti. Formazioni incolori, colorate, nere, trasparenti, traslucide, opache, con effetti ottici particolari. Cristalli grandi come statue, fini come sabbia, geodi tappezzate all’interno da milioni di cristalli svettanti, agglomerati di microcristalli che si dispongono in onde policrome. Tutto, sulla nostra terra, è terra in qualche modo trasformata; dato che il quarzo è un componente così presente sulla nostra terra, anche noi siamo un po’ fatti di quarzo. E’ questa, probabilmente, la ragione che ce lo rende così simpatico, così partecipe, così vicino a noi.
            L’agata è quarzo microcristallino, che si è disposto ad onde di colore. Le tonalità sul nocciola sono da ritenersi naturali anche nel colore, mentre le verdi e le azzurre sono generalmente frutto di impregnazione di pigmenti colorati. Lo straordinario è che anche i pigmenti colorati, che si insinuano per capillarità all’interno dell’agata, seguono le onde di colore originarie. Un blocco di agata è poco significativo, mentre una fetta, specialmente se lucidata e guardata controluce, è densa di fascino. Ma limitarsi a guardarla, significa appagare uno solo dei nostri sensi. Queste pietre sono anche da toccare. Lo sapevano bene gli sciamani degli indiani d’America, che le usavano nelle loro collane magiche. Pezzi d’agata lavorata si rinvengono fra le vestigia di tutte le civiltà e un utilizzo grandioso ci viene oggi proposto da nuove correnti di pensiero magico brasiliane. Fette d’agata lavorate a rombo, ben lucidate e con un incavo per appoggiare e sfregare il pollice o un altro dito. La traduzione pratica di questo amuleto è “pietra antistress”, la sua caratteristica è di funzionare.
            E’ un oggetto carino, decisamente poco costoso, gradevole al tatto, acquista rapidamente il calore della mano, anzi, dato che è un materiale poroso, conserverà anche il tuo profumo, i tuoi umori, l’impronta della tua energia, e ti saprà ricaricare o calmare quando ne avrai bisogno, ha disegni belli, semplice e non pretenziosi, visto controluce è ancora più vivace, a sfregarlo sembra diventi morbido, mi aiuta a rilassarmi, a vederlo sempre nitido anche ad occhi socchiusi, anche ad occhi chiusi, e ora lo sento palpitare, forse è un’eco dei miei palpiti, forse il mio stesso palpitare è un’eco di vibrazioni molto più antiche alle quali i minuscoli cristalli  di quarzo che compongono questa agata partecipano da sempre, e ora la pietra sembra che luccichi, e la sua immagine mentale è più vivida che mai, e la parte razionale del mio cervello si è assopita mentre la parte intuitiva, artistica, magica può spaziare in ondate di vibrazioni luminose dolci, calde, colorate, rilassanti…...

Scheda Tecnica

Classificare i quarzi è un grosso problema, perché ne esiste una varietà incredibile, e una sconfina nell’altra senza netti confini. Nel tentativo di classificarli, quel monumento alla gemmologia che è il manuale “GEMMOLOGIA” (Speranza Cavenago Bignami Moneta-Hoepli Ed.), al quarzo dedica un centinaio di pagine! In linea di massima le agate sono la varietà gemmologia del calcedonio, il quale è un aggregato di cristalli di quarzo microscopici. Vicino a Idar Oberstein (Germania) esistevano dei giacimenti di tali materiali, che sono stati la fortuna di quella zona. Brasile, Cina, India, Europa, Africa; praticamente un po’ in tutto il mondo si possono rinvenire esemplari gradevoli; i più appariscenti vengono dal Brasile.
E’ una pietra porosa con lucentezza cerosa. I colori spaziano dall’incolore al rosso, al giallo, con possibili tonalità di ogni tipo. Bisogna tenere presente che la porosità di questo aggregato di cristalli, così piccoli da non essere visibili con un comune microscopio, rende possibile la colorazione artificiale per impregnazione. I colori si distribuiranno a “onde” seguendo la struttura del minerale.
Indice di rifrazione: 1,53
Peso specifico: 2,63
Varietà: Il citato “Gemmologia” indica i nomi di dozzine di varietà differenti

Precauzioni: Oltre ad avere la tinta rinforzata, o completamente inventata, le stesse agate possono anche essere false, pur trattandosi di materiale economico